La domina di Pioltello
Testo introduttivo alla narrazione

La scoperta fortuita di una tomba ad inumazione nel corso dei lavori di sbancamento per la costruzione di un capannone nella zona industriale del comune di Pioltello dove è ubicato il nostro istituto, l’IIS Niccolò Machiavelli, poteva rimanere un episodio magari di una certa rilevanza circoscritto tuttavia agli addetti ai lavori. 

Ma la serata d’aprile 2010 in cui l’amministrazione comunale ha presentato alla cittadinanza i risultati delle ricerche sullo scheletro e i reperti trovati nella tomba, e la pubblicazione “ Piotello romana rivive”, a cura di Laura Simone Zopfi della Sovrintendenza archeologica della Lombardia, distribuita nell’occasione, hanno suscitato intorno all’evento un entusiasmo ed una curiosità cosî insolite che abbiamo suggerito ai nostri studenti come tema del laboratorio della comunicazione multimediale nel quale utilizziamo il programma Milleunastoria del Politecnico di Milano, di raccontare le vicende in parte immaginarie in parte fondate su elementi storici verosimili della Domina di Pioltello.

Il progetto ha preso avvio all’inizio del II`quadrimestre e ha coinvolto 15 studenti del triennio del Classico e dello Scientifico, quasi tutti residenti a Pioltello, che liberamente vi hanno aderito. Tutti avevano preventivamente o partecipato alla serata a cui si accennava o avevano letto l’opuscolo "Pioltello romana rivive". In questo modo le prime riunioni sono state dedicate a contaminare in modo organico le varie proposte narrative sulla vita della Domina, a darle un nome, a sceglierle una patria, a trovare delle attendibili situazioni che spiegassero alcuni particolari anatomici, fisionomici o malattie e lesioni che lo scheletro ritrovato aveva segnalato agli studiosi. Gli studenti poi si sono divisi in 5 gruppi che hanno scelto di approfondire vari aspetti della vita quotidiana della età imperiale e di trattare brevemente la cornice storica della vita della domina, la quale in base alle indicazioni fornite dagli studi della Sovrintendenza è stata collocata fra la fine del II sec. d.C. e la prima metà del III sec. d.C.

Mentre il nostro lavoro procedeva con la laboriosa scelta dell’apparato iconografico da accostare ai testi scritti, si realizzava l’inaugurazione della nuova biblioteca cittadina, dove una sala verrà dedicata alla “Signora di Pioltello”; questo importante evento ci ha dato ulteriore lena: infatti uno dei nostri obiettivi sarebbe quello di contribuire a rendere ancora più fruibile e accattivante, grazie alle nuove tecnologie applicate nel progetto, la visita dei reperti che vi saranno esposti.
La creatività dei nostri studenti si è saputa esprimere anche con una serie di disegni e attraverso l’ideazione di una epigrafe: si è cercato infatti di proporre una narrazione che tentasse di fondere essenziali conoscenze e nozioni sulla storia dell’epoca in cui ipoteticamente visse la Domina con elementi di libera e personale ispirazione, in modo che non risultasse la lettura-ascolto di un manuale scolastico, ma piuttosto quella di un racconto per immagini.

Il nostro intento finale era quello di aprire una strada che facesse riemergere le più antiche origini della nostra comunità: ad altri il compito di batterla con più sapienza e fantasia !

 

Ritratto di Medilla Severa
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Medilla è figlia di un commerciante
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La madre di Medilla muore di parto
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E' la sorella di Medilla a prendersi cura di lei
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Sono i tempi della rivolta di Firmico Materno
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Le legioni di Settimio Severo soffocano la rivolta
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Il gioco degli astragali
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Il gioco delle noci
La separazione dalla sorella maggiore
L'infanzia di una domina

A Ledosus, una cittadina della Gallia centrale, tre giorni prima delle calende di maggio del 183 d.C., nacque Medilla Severa, figlia di un commerciante che aveva fatto fortuna con una bottega di ceramica da cui ricavava il necessario per sé e i suoi. La nascita della bambina fu segnata da un evento luttuoso, la morte di parto della madre; fu perciò la sorella maggiore, nelle cui mani era passata la gestione della casa, ad occuparsi con amore della piccola Medilla.
Erano quelli gli anni burrascosi della rivolta di Firmico Materno. Molti abitanti, vessati dalle scorrerie e dai continui saccheggi da parte dei ribelli, abbandonarono Ledosus. Anche le fabbriche di ceramica della regione furono più volte devastate, ma la famiglia di Medilla riuscì a superare il momento difficile finché l’intervento militare del nuovo imperatore, Settimio Severo, non riportò l’ordine e la pace in tutte le provincie.
Medilla trascorreva finalmente giorni sereni fra le favole dell’affezionata balia e i suoi giochi: le bambole, il cerchio, i “rocchetti”, ma soprattutto il mucchietto di noci raccolte insieme al padre nel bosco vicino casa ed esibite con fierezza durante le gare con i suoi piccoli amici. Arrivò, però, il momento in cui la balia le tolse definitivamente il suo piccolo “tesoro” e la giovinetta intuì che il tempo dei giochi era finito: un futuro incerto l’attendeva.
Compiva dieci anni quando sua sorella, andata in sposa al più abile aiutante del padre, seguì il marito in cerca di fortuna a Mediolanum. I giorni si fecero più silenziosi e malinconici per Medilla.

 

La narrazione multimediale del Liceo Machiavelli
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