Il viaggio di Cenerentola lungo la Via della Seta
Cina

 

C’era una volta in Cina un uomo che possedeva una miniera. Egli sposò due donne ed ebbe

una figlia da entrambe. Una delle figlie, Yeh-Shen, crescendo, diventava sempre più bella. Un

brutto giorno il padre e la madre di Yeh-Shen morirono e la piccola rimase con la matrigna e la sorella.

Invidiose della bellezza di Yeh-Shen, fecero di lei la loro schiava. La costringevano a fare i lavori più umili e faticosi e la povera Yeh-Shen non faceva che soffrire in silenzio.

Fortunatamente, Yeh-Shen aveva un amico col quale potersi confidare: un pesce dorato.

Tutti i giorni si recava al fiume per parlare col suo piccolo amico; questo la rendeva molto felice.

Un giorno la matrigna vide Yeh-Shen parlare col pesce e per farle un dispetto lo pescò e lo cucinò per cena.

La povera Yeh-Shen piangeva in silenzio e continuò a condurre la sua misera vita insieme alla

matrigna e alla sorella.

Yeh-Shen si recava tutti i giorni al fiume con la speranza di incontrare il suo amico, finché un bel giorno apparve lo spirito della madre riflesso sull’acqua.

“Piccola mia, non disperare. La mia anima si era reincarnata nel corpo del pesce dorato, tuo amico. Ti sono sempre vicina!

Adesso, ascoltami. Prendi la lisca del pesce e nascondila in un luogo sicuro. Il mio spirito ti verrà in aiuto non appena ne avrai bisogno” disse lo spirito.

Yeh-Shen tornò a casa, prese la lisca del pesce e la nascose in un posto che solo lei conosceva.

Arrivò la primavera e con essa la festa dei matrimoni.

Ogni anno, al palazzo reale, si svolgeva una cerimonia in cui tutte le ragazze avevano la possibilità di incontrare la propria anima gemella.

Anche il figlio del re era in età da matrimonio e avrebbe sposato la più bella ragazza del regno.

Quel giorno la matrigna, consapevole della bellezza di Yeh- Shen, caricò di lavoro la povera fanciulla e si recò a palazzo con la bruttissima figlia.

Yeh-Shen voleva andare alla festa e, ricordando le parole della madre, andò a prendere la lisca di pesce. Non appena arrivò al nascondiglio, al posto della lisca ritrovò una bellissima veste di seta rossa, dei gioielli e dei graziosi sandali dorati.

Si preparò e si recò al palazzo reale.

Non appena arrivò tutti gli invitati rimasero ammaliati dalla bellezza di Yeh-Shen e ilprincipe la invitò a ballare. Ad un tratto la ragazza vide la matrigna e la sorella avvicinarsie, per paura di essere riconosciuta, scappò.

Corse così velocemente verso casa che uno dei sandali le scivolò via.

Un giorno un mercante ritrovò il sandalo dorato e lo portò al mercato del villaggio. Uno dei ministri del re riconobbe il sandalo della bellissima ragazza e lo portò al principe.

Il principe si recò in tutte le case del villaggio per ritrovare la proprietaria del sandalo dorato, ma nessuna ragazza riusciva a calzarla.

Un giorno si trovò vicino alla miniera e vide una povera ragazza, vestita di stracci, seduta vicino al fiume.

Si avvicinò e vide che Yeh-Shen aveva dei piedi piccolissimi, gli unici che potessero calzare il sandalo dorato.

Yeh-Shen, vedendo la sua scarpina, si emozionò e le brillarono gli occhi.

Il principe l’aiutò a calzare il sandalo. Non c’erano dubbi che Yeh-Shen fosse la ragazza del ballo.

La matrigna si avvicinò di corsa e fece di tutto per dissuadere il principe dallo sposare Yeh –Shen. La ragazza, però, mostrò l’altro sandalo dorato e insieme al principe si recò al palazzo, dove visse felicemente.

La matrigna e la sorella di Yeh-Shen per punizione rimasero nella casa vicino alla miniera, costrette a condurre una vita misera.

India

C'era una volta un uomo che aveva due mogli, come spesso capitava nell'India antica. Ciascuna delle mogli gli aveva donato una figlia, Cinduri e Lata. Quando scoppiò un'epidemia di colera nel villaggio, l'uomoe la madre di Cinduri morirono e la fanciulla rimase con la matrigna e lasua sorellastra, che incominciarono a trattarla come una schiava.

Cinduri aveva molti lavori da svolgere. Ogni giorno si recava al lago per raccogliere l'acqua, mungeva le mucche, rassettava casa, cucinava, lavava le stalle e vendeva verdure. Né la sua matrigna né la sorellastra la aiutavano in nessuna di queste mansioni, le due donne si limitavano ad impartire ordini e a darle una ciotola di riso e avanzi da mangiare.

Un giorno Cinduri era al lago a prendere l'acqua e improvvisamente emerse dalle acque un serpente gigante con un preziosissimo diadema rosso brillante sulla testa.

Questo Serpente padrino disse a Cinduri che qualora avesse avuto bisogno di aiuto avrebbe dovuto cantare la canzone magica che le insegnò. La matrigna e la sorellastra dopo quel giorno notarono un cambiamento in Cinduri e divennero sospettose; finché Lata la seguì e vide Cinduri che parlava con il Serpente magico.

Tuttavia le donne non intervennero in alcun modo perché furono distratte da un importante evento: il Principe di Suyanagar avrebbe partecipato al ballo di Navaratri del loro villaggio e in quell'occasione avrebbe scelto una moglie. Navaratri è una festa del raccolto che dura nove notti e durante questa festa i giovani si incontrano per danzare e combinare matrimoni.

Il Principe invitò al ballo tutte le fanciulle del villaggio ma la matrigna non solo impedì a Cinduri di partecipare ma la costrinse anche ad aiutare Lata a prepararsi.

La nona notte del festival di Navaratri il Serpente padrino fece in modo che Cinduri potesse incontrare il Principe fornendole la più bella sari del regno intessuta d'oro e delle meravigliose cavigliere di diamanti con i campanellini.

Fu in tal modo che Cinduri conquistò il cuore del Principe, ma temendo di essere riconosciuta dalla matrigna scappò via e perse una delle sue preziose cavigliere.

Il giorno successivo il Principe cominciò a cercare in tutto il villaggio la fanciulla che aveva perso quella preziosa cavigliera, finché non ritrovò Cinduri che possedeva l’altra cavigliera e decise di sposarla e portarla nel suo palazzo reale.

Sicilia

Nella bellissima Sicilia viveva una volta un ragazzo di nome Ciniriddu. Era un fanciullo poco fortunato. Da quando morì la madre, durante una guerra accaduta molti anni prima, rimase da solo col padre Santuru e il fratello Calogero.

I due lo ridussero in schiavitù, costringendolo a fare i lavori più faticosi: pascolava le pecore, tagliava la legna, cucinava e non aveva mai un momento per svagarsi.

Il povero Ciniriddu era sempre triste, ma aveva un amico speciale che gli faceva compagnia, il suo sciccareddu.

Un bel dì, mentre mungeva le mucche, arrivò una colomba che defecò sulla testa dello sciccareddu di Ciniriddu. Da quel momento l’animale non solo divenne intelligente, ma diventò magico.

Un giorno l’asino disse a Ciniriddu di andare a fare un giro al mercato mentre lui avrebbe svolto le sue mansioni.

Ciniriddu s’incamminò verso il villaggio quando vide un cartello in cui era scritto: “Principessa cerca principe.”

Ciniriddu cominciò a sognare la sua vita a palazzo accanto alla bella principessa, ma sapeva che sarebbe stato un sogno irrealizzabile.

Quando tornò a casa raccontò tutto al suo sciccareddu che commosso defecò e disse: “Prendi le mie feci e nascondile sotto il cuscino, al tuo risveglio non pensare ai lavori, ma recati a palazzo.”

Ciniriddu fece come il suo amico gli aveva detto. L’indomani, all’alba, si svegliò e al posto delle feci trovò un vestito pregiatissimo. Si preparò e si recò a palazzo.

La principessa stava seduta e di fronte a lei una fila di principi e nobili intenti a chiederle la mano. Lei rifiutava tutti e sbruffava, ma a un certo punto tra la folla apparve l’affascinante Ciniriddu, sorridente.

La principessa si alzò e andò verso il nuovo arrivato, lui le baciò la mano e lei decise di sposarlo.

Il cattivo Padre e il fratello rimasero sorpresi e, gelosi di Ciniriddu, decisero di rovinargli la vita, escogitando un malefico stratagemma.

U sciccareddu, essendo magico, si accorse di tutto e per evitare il fattaccio defecò tutto attorno e dentro l’abitazione lasciando Santuru e Calogero immersi nei suoi escrementi.

Powered by  Jumpstart Georgia